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Da oggi parte una nuova rubrica, si chiamerà 'Alla riscoperta del Piemonte'. Ogni venerdì parleremo di uno dei tantissimi piccoli Comuni del Piemonte, raccontandone i segreti e soprattutto i motivi per cui varrebbe la pena visitarlo. Naturalmente aspettiamo da tutti vuoi un utile aiuto in questa piccola grande avventura alla riscoperta delle radici più profonde del nostro territorio.

 


Non lontano dalle città più famose della Granda troviamo un comune particolare e apprezzato chiamato COSTIGLIOLE SALUZZO,  nel territorio cuneese.

La sua particolarità è dovuta alla presenza di tre magnifici castelli: il Castello Rosso, pare il più antico, ospitava i signori del posto, i Costanzia, attualmente adibito a centro medico-alberghiero; il Castellotto, in passato abitazione privata mentre ad oggi viene utilizzato nel periodo natalizio per la rappresentazione del Presepe Vivente; Il Castello Reynaudi, dal cognome di uno degli ultimi proprietari, è il primo fortilizio costruito nell’area. Venne distrutto nel 1487 dal duca Carlo I di Savoia durante un conflitto tra il ducato di Savoia e il Marchesato di Saluzzo. Nel 1627 Venne ristrutturato.

Leggi tutto: Costigliole SaluzzoOltre alla visita all'affasciante borgo medioevale vi suggerisco di visitare la Parrocchiale di Santa Maria Maddalena. I primi documenti storici che la citano risalgono al 1415. Nacque con una facciata in stile gotico piemontese poi subì diverse ristrutturazioni. Nel sottotetto si trova un ciclo di affreschi a Grisailles, databili agli inizi del '500, con la storia di S.Maria Maddalena.

Il clima mite, il borgo antico con i suoi castelli creano uno straordinario effetto scenografico, che colpisce tutti i visitatori di Costigliole e che invoglia a tornarci dopo una prima visita quindi vi consiglio vivamente di andarci per goderne degli effeti benefici per mangiare le albicocche e magari bere del buon vino.

SCHEDA:

  • COMUNE DI COSTIGLIOLE SALUZZO

PROVINCIA

  • CUNEO

COME RAGGIUNGERLO:

Ciò che mi si prospetta appena scorgo dalla strada il comune di CASALBORGONE è un ambiente strepitoso: boschi alternati a campi coltivali. Un'oasi di pace in provincia di Torino.

Nell'archivio storico di Vercelli troviamo la prima notizia su Casalborgone, infatti nel "Libro Biscioni" del 999 compare il suo nome. Nel 1184 il territorio su cui attualmente sorge Casalborgone apparteneva al feudo dei Cocconati. Nel 1328 ebbe il suo primo conte, Oberto Radicati mentre l'ultimo fu il Conte Ferdinado Morozzo della Rocca morto il 24 febbraio 1969.

 

A Casalborgone esistono diverse chiesette. Vorrei citarvi le più importanti: la Chiesa di San Carlo Borromeo, Parrocchia di Casalborgone sita in Piazza Carlo Bruna;


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la Chiesa di San Siro: del periodo medioevale rappresenta una delle chiese più antiche di Casalborgone. Si trova su un’altura a ridosso della frazione Madonnina. Purtroppo ormai è semidiroccata. Vi segnalo inoltre la Chiesa di Santa Maria Maddalena e Chiesa della Santissima Trinità.

 

Il centro storico del paese si trova su un'altura sulla cui sommità erge il castello. Viene chiamato dagli abitanti del posto "Leu" che si può tradurre in Capoluogo.

 

Casalborgone può rappresentare una gita meravigliosa sia per quanto concerne la componente naturale, sia per gli amanti degli sport che in paese troveranno tantissime attività da praticare. Interessanti esemplari di farnia, frassino, ciliegio, pioppo bianco, melo e pero selvatico, il biancospino, il ligustro, il sanguinello, il caprifoglio, la fusaggine. Nei boschi tra la strada San Rocco e Val Chiapini, si trova il pino sivestrie. Sempre in questo versante dei ”Bosch Grand” si incontra la “Ro Varda”, un ibrido tra la quercia di sughero e il cerro, una vera rarità, la “Quercus Crenata”.


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SCHEDA:

  • COMUNE DI CASALBORGONE

PROVINCIA

  • TORINO

COME RAGGIUNGERLO:

Questa settimana sono andato alla riscoperta di un meraviglioso castello sito nella mia provincia: il castello Sforzesco a Galliate, 8km da Novara.

Leggi tutto: GalliateIl castello si trova proprio nel centro della cittadina. Architettato a pianta quadrata con quattro torri angolari sporgenti, questo spettacolare monumento rappresenta uno dei più grandi castelli del Piemonte ed è circondato da un fossato. Sorse per volere di Galeazzo Maria Sforza nel 1476 sulla base di una precedente fortezza viscontea e venne realizzato su progetto degli architetti italiani Ambrogio Ferrari e Danesio Mainerio. I lavori furono interroti a causa dell'improvvisa morte del duca Galeazzo. Ripresero e furono completati nel 1496 da Ludovico il Moro che modificò il progetto di Ferrari al fine di creare una residenza di caccia per la sua corte milanese. Il castello ha conservato il suo aspetto originario, nonostante le innumerevoli trasformazioni subite a causa delle vicende storiche. Oggi sono stati avviati dei progetti di restauro e recupero strutture da parte del comune.

Vorrei segnalarvi un affresco dei Re Magi all'interno del castello, considerato da molti, magico. La leggenda narra che nel 1630 la zona fu colpita da un'epidemia di peste. I cittadini che si erano rifugiati nel castello ne furono risparmiati. Questo grazie all'affresco presente nel cortile. Un'altra leggenda narra che, Ludovico il Moro nascose dei tesori durante l'invasione dei francesi che però non sono mai stati ritrovati.

Dal 1998 nella torre castellana di nord-est è ospitato il Museo “Angelo Bozzola”, che raccoglie sculture, dipinti e opere grafiche donate dall’artista galliatese alla sua comunità di origine. Inoltre vi ha sede la Biblioteca comunale.

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SCHEDA:

  • COMUNE DI GALLIATE

PROVINCIA

  • NOVARA

COME RAGGIUNGERLO:

Questa settimana sono andato alla riscoperta di un piccolo borgo che si trova tra le Prealpi Biellesi: PIEDICAVALLO.

Leggi tutto: PiedicavalloPiedicavallo è l'ultimo comune dell'Alta Vallo Cervo, dove i grandi centri urbani lasciano spazio alla montagna.Conta circa 210 abitanti. La Valle Cervo (la Bürsch) ha un territorio molto stretto e si estende fra la valle del Lys (o valle di Gressoney) e la Valsesia (a nord-ovest); a sud-est confina con la Valle Sessera. I principali centri abitati dell'Alta Valle Cervo sono Balma, Quittengo, Rosazza, San Paolo Cervo, Orio Mosso e le frazione di Oretto, dove vi è ancora un'antica chiesetta di stile gotico, Rialmosso, Mortigliengo, Piaro (già Piario), Forgnengo (un tempo Furniono) e Beccara (già Prebecaria), Montesinaro, località alpestri già esistenti in epoca medioevale, secondo documenti risalenti al XIII secolo. La parte bassa delle valle comprende Andorno Micca, i comuni di Miagliano, Pralungo, Sagliano Micca, Tavigliano, Tollegno, San Giuseppe di Casto.

Vicino a Piedicavallo troviamo il lago della Vecchia (lagh ëd la Vegia in piemontese): piccolo bacino di origine glaciale situato sotto le pareti del Monte Cresto. Il nome del lago deriva da una leggenda locale per cui due innamorati si dovevano sposare presso il lago ma il futuro marito fu ucciso. Così la fanciulla decise di rimanere a vivere al lago in sola compagnia di un orso. Il Lago della Vecchia è stato uno dei laghi alpini più pescosi del Biellese. A pochi minuti di cammino dal lato si trova un rifugio onomimo dove è possibile alloggiare e ristorare.

Piedicavallo vanta anche dei bellissimi ponti: come il vecchio ponte in legno e ferro oppure il ponte della Coda vicino al parco giochi ‘le Ravere’, capolavoro dell’edilizia costituito da due arcate di diverso diametro e poggiato al centro su un grosso masso del torrente Cervo.

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SCHEDA:

  • COMUNE DI PIEDICAVALLO

PROVINCIA

  • BIELLA

COME RAGGIUNGERLO:

Leggi tutto: Alpe VegliaOggi torniamo nel Verbano Cusio Ossola e raggiungiamo uno dei suoi luoghi più belli: l’Alpe Veglia. Una meravigliosa conca circondata da cime che superano i 3000 metri, che si estende a cavallo tra i territori dei Comuni di Varzo e Trasquera. Parco Naturale dal 1978, l’Alpe Veglia è un vero e proprio gioiello situato a 1750 metri di altezza e raggiungibile solo dalla primavera inoltrata e fino alle prime nevi. Da sempre meta di inalpamento da parte di numerosi allevatori grazie agli ampi pascoli che la conca è in grado di offrire alle loro bestie, l’Alpe Veglia è raggiungibile in due modi: oltre alla strada sterrata che sale da Ponte Campo (a pochi minuti d'auto da San Domenico), percorribile a piedi in circa 1h e 30 min, l'altro accesso principale è dalla stazione sciistica Alpe Ciamporino (1975 m s.l.m.), raggiungibile sempre da San Domenico di Varzo in seggiovia. Da qui in circa 1h 45 min di facile e panoramico sentiero si arriva all'Alpe.

Raggiungendola ci si trova di fronte ad uno spettacolo naturalistico con pochi eguali nell’arco alpino: i sei villaggi (Cianciavero, La Balma, Aione, Cornù, Ponte ed Isola, nessuno dei quali abitato stabilmente in quanto l'alpe, come detto, è inagibile durante il periodo invernale) fanno da contorno vitale ad una fotografia nella quale la maestosità delle cime innevate, le numerose cascate che dalle stesse si tuffano a valle, gli enormi spazi che non ti aspetti e il sapore buono dell’aria respirata in un ambiente ancora incontaminato, non possono che lasciare a bocca aperta.

Il suono dei campanacci delle mucche al pascolo, il vento che muove i rami dei poderosi larici, il profumo dei rododendri e la pace di questa straordinaria oasi di tranquillità rappresentano uno di quei tanti valori aggiunti dell’offerta turistica piemontese. Non è raro nelle passeggiate tese a scoprire i gioielli dell’Alpe ( fra i quali vale la pena segnalare i tre laghi, Davino, Bianco e Delle Streghe) incontrare marmotte, camosci, stagni con i rarissimi tritoni alpini o vedere volteggiare imponenti rapaci.

E impensabile non andare a bere l’acqua minerale che sgorga da una sorgente naturale al fondo di una delle tante cascate del torrente Cairasca o non assaggiare un pezzo del formaggio prodotto nelle cascine del Veglia. L’Alpe Veglia è da scoprire, da vivere, da contemplare.

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SCHEDA:

  • COMUNE DI VARZO E TRASQUERA

PROVINCIA

  • VERBANIA

COME RAGGIUNGERLO:

 
 
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